Il blog di morphey
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Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet
29 giu
Ieri il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d..L. 733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC) identificato dall’articolo 50-bis: “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet“; la prossima settimana Il testo approderà alla Camera come articolo nr. 60.
Questo senatore NON fa neanche parte della maggioranza al Governo… il che la dice lunga sulle alleanze trasversali del disegno liberticida della Casta.
In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog (o un profilo su fb, o altro sulla rete) a disobbedire o a ISTIGARE (cioè.. CRITICARE..??!) contro una legge che ritiene ingiusta, i providers DOVRANNO bloccarne il blog o il sito.
Questo provvedimento può far oscurare la visibilità di un sito in Italia ovunque si trovi, anche se è all’ESTERO; basta che il Ministro dell’Interno disponga con proprio decreto l’interruzione dell’attività del blogger, ordinandone il blocco ai fornitori di connettività alla rete internet. L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro 24 ore; pena, per i provider, sanzioni da 50.000 a 250.000 euro.
Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni perl’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’ODIO (!) fra le classi sociali.
MORALE: questa legge può ripulire immediatamente tutti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta.
In pratica sarà possibile bloccare in Italia (come in Iran, in Birmania e in Cina) Facebook, Youtube e la rete da tutti i blog che al momento rappresentano in Italia l’unica informazione non condizionata e/o censurata.
ITALIA: l’unico Paese al mondo in cui una media company (Mediaset) ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento.
Con questa legge non sarà più necessario, nulla sarà più di ostacolo anche in termini PREVENTIVI.
Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra meno di 60 giorni dovrà presenterà al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di “normalizzare” con leggi di repressione internet e tutto il sistema di relazioni e informazioni che finora non riusciva a dominare.
Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet, l’Italia prende a modello la Cina, la Birmania e l’Iran.
Oggi gli UNICI media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati la rivista specializzata “Punto Informatico” e il blog di Grillo.
Fatela girare il più possibile per cercare di svegliare le coscienze addormentate degli italiani perché dove non c’è libera informazione e diritto di critica la “democrazia” è un concetto VUOTO.
documentazione diffusa da
Coordinamento degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani
fonte: http://www.perlapace.it/
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Ancora un legge contro la rete
8 gen
Bene, dopo la segnalazione sul blog di Guido Scorza e riportata anche su un mio post, anche Beppe Grillo si è accorto del problema.
Ma dove mai siamo finiti?
E comunque, per aggirarla, basta aprire un sito su un hosting straniero (per esempio americano) e il gioco è fatto.
Tutto questo a discapito di chi? Gli hoster italiani!
Grazie governo!
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Levi-Prodi: ci riprovano cambiando il testo
25 ott
Come scritto su beppegrillo.it ci riprovano cambiando un comma:
Sono esclusi dall’obbligo di iscrizione al Roc i soggetti che accedono ad internet o operano su internet in forme o con prodotti, come i siti personali o ad uso collettivo che non costituiscono un’organizzazione imprenditoriale del lavoro
Praticamente chi dovra’ pagare? Bho..come in questo periodo è un “bho” il governo
Che tristezza :°
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Grazie Levi-Prodi: italia lo zimbello internettiano del mondo
24 ott
Ebbene, ancora una volta abbiamo fatto la figura degli ignoranti agli occhi del mondo.
Infatti Boing Boing, il terzo blog più letto al mondo ha scritto sulla legge Levi-Prodi.
Inutile dire dei commenti
Leggetevi l’articolo di Beppe Grillo…
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Perchè la legge Prodi-Levi non può essere “tecnicamente” applicata
23 ott
Vorrei spiegare, in breve modo, il perchè la legge detta Prodi-Levi o anti-blog (o censura-blog) non può essere tecnicamente applicata.
Questo vuole essere, tra le altre cose, anche un memorandum per i nostri cari ministri, parlamentari, senatori, etc. etc., quando verranno messi davanti alla votazione della legge.
Come rammenta anche un commentatore (Sergio) in questo post.
Partiamo dal registro: cosa vogliamo fare? Una NIC parallela?
Ma figuriamoci: solo in italia siamo rimasti a registrare un nome a dominio tramite fax che per lo più delle volte respingono (esperienza di lavoro) e tu devi stare lì a rispedire di nuovo.
E poi: devi avere una specie di sponsor editoriale (al contrario, perchè siamo noi a pagare loro)? E’ perchè per esemprimere le mie idee devo pagare una testata o un editore che, casomai, in finale sfrutta indirettamente la mia faccia?
Passiamo al “tecnicamente“:
mi vuoi “bloccare” il blog in italia? Benissimo: prendo uno spazio hosting in Francia, in Spagna… o magari in America (si esatto, proprio quella che Prodi odia).
Soluzione accettabile se non fosse per:
- Le fibre che dall’italia vanno all’estero (comprensive di satellite e quant’altro) saranno completamento intasate di traffico;
- Problemi per i server stranieri per quanto riguarda la formattazione delle date (vedi php );
- E, per il nostro caro Visco, ci mettiamo anche il calo del parco clienti delle nostre webfarm e hosting provider in quanto, se avviene la migrazione di un blog su suolo fisico straniero, probabilmente lasceranno anche il vecchio hosting (quindi, per il provider, taglio al personale in quanto non ce n’è più bisogno).
Grazie, Prodi-Levi, ancora una volta grazie da parte di tutti gli italiani. E anche dalla nostra economia.
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