Vorrei spiegare, in breve modo, il perchè la legge detta Prodi-Levi o anti-blog (o censura-blog) non può essere tecnicamente applicata.

Questo vuole essere, tra le altre cose, anche un memorandum per i nostri cari ministri, parlamentari, senatori, etc. etc., quando verranno messi davanti alla votazione della legge.

Come rammenta anche un commentatore (Sergio) in questo post.

Partiamo dal registro: cosa vogliamo fare? Una NIC parallela?

Ma figuriamoci: solo in italia siamo rimasti a registrare un nome a dominio tramite fax che per lo più delle volte respingono (esperienza di lavoro) e tu devi stare lì a rispedire di nuovo.

E poi: devi avere una specie di sponsor editoriale (al contrario, perchè siamo noi a pagare loro)? E’ perchè per esemprimere le mie idee devo pagare una testata o un editore che, casomai, in finale sfrutta indirettamente la mia faccia?

Passiamo al “tecnicamente“:

mi vuoi “bloccare” il blog in italia? Benissimo: prendo uno spazio hosting in Francia, in Spagna… o magari in America (si esatto, proprio quella che Prodi odia).

Soluzione accettabile se non fosse per:

  1. Le fibre che dall’italia vanno all’estero (comprensive di satellite e quant’altro) saranno completamento intasate di traffico;
  2. Problemi per i server stranieri per quanto riguarda la formattazione delle date (vedi php );
  3. E, per il nostro caro Visco, ci mettiamo anche il calo del parco clienti delle nostre webfarm e hosting provider in quanto, se avviene la migrazione di un blog su suolo fisico straniero, probabilmente lasceranno anche il vecchio hosting (quindi, per il provider, taglio al personale in quanto non ce n’è più bisogno).

Grazie, Prodi-Levi, ancora una volta grazie da parte di tutti gli italiani. E anche dalla nostra economia.

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